Beniamina & Bonaventura erano due tartarughe da terra che vivevano in un terrario di un negozio di animali adiacente Villa delle Balene nella località meglio conosciuta col nome di Cremisi. Erano unite per la pelle. Dove andava Beniamina arrivava Bonaventura. Dove si nascondeva Bonaventura c’era Beniamina. Ma, cosa normale per una tartaruga, parlavano raramente. Non sono animali molto loquaci, le tartarughe. Beniamina era una tipa pigra, il suo più grande divertimento era di stare appiccicata al vetro del terrario del negozio di animali adiacente Villa delle Balene della città di Cremisi per lunghe ore, e ammiccare ai passanti.

Un giorno chiese a Bonaventura come mai nessuno li avesse ancora adottati.
“Sarà perché sei antipatica” rispose Bonaventura.
“Antipatica! e che significa?” chiese Beniamina.
Non fece in tempo a rispondere che una mano afferrò Bonaventura e non lo portò più nel terrario del negozio di animali adiacente Villa delle Balene nella località meglio conosciuta col nome di Cremisi. La piccola Beniamina era rimasta sola e si sentiva tanto antipatica.

Dopo un po’ arrivò alla conclusione che antipatico significava essere solo e abbandonato. Ed essere solo e abbandonato voleva dire non essere adottato. Per cui Beniamina l’antipatica era un essere da non amare. La tristezza giunse a far visita alla piccola Beniamina della città di Cremisi che dopo l’abbandono passava le giornate a dormire. Il padrone del terrario pensò seriamente di lasciarla morire. “Con quegli occhi tristi nessuno si avvicinerà mai alla mia vetrina!” si affrettò a dire un giorno.

Ma la tristezza, per chi l’ha studiata, soggiace alla famosa regola matematica chiamata “Legge della moltiplicazione dei tristi”: è statisticamente provato che una persona triste incontrerà un’altra persona triste e che due persone tristi incontreranno altre due persone tristi che a loro volta incontreranno quattro persone tristi che incontreranno otto persone tristi fino all’infinito. Povera Beniamina, coi suoi occhini a forma di lacrima aveva rattristato l’intero negozio.

Un giorno il malcontento fu così grande da diventare incontenibile: Beniamina scoppiò a piangere. Ovviamente tutti sanno che le tartarughe non piangono e quelle lacrime vennero scambiate per uno spettacolo buffo e bizzarro di una tartaruga eccentrica. Il fatto suscitò l’ilarità dei passanti e la curiosità dei giornali. La Città di Cremisi aprì con la gigantografia di Beniamina. Il Titolo troneggiava a caratteri cubitali: “Solo a Cremisi le tartarughe ridono”. Beniamina divenne dunque una tartaruga popolare. E quando uno sorride altri sorridono per quella famosa regola matematica meglio nota come “Legge della moltiplicazione dei sorrisi”.

La felicità, sappiamo, è contagiosa e arriva sempre accompagnata da buone notizie: Beniamina aveva trovato casa. Nel suo nuovo terrario, più grande della sua vecchia casa e con vista sul mare, incontrò Bonaventura.
“Ma cosa significa antipatica?” finalmente poteva chiederglielo.
“Non lo so. A me piacevi così tanto che ho detto l’unica parola che ho imparato dagli uomini insieme a: Perché proprio a me? e a Tiè!” rispose Bonaventura.

Lei sorrise anche lui sorrise. E, per quella famosa legge che noi ben conosciamo, tutti sorrisero.