Ho letto, e con molto piacere, il libro di Tracy Chevalier: ‘La ragazza con l’orecchino di perla’. Ammetto che sono molto romantica e che la trama mi ha davvero appassionato. Lo stile della Chevelier, nel raccontare questa passione tra la giovane domestica Griet e il pittore Vermeer, è chiaro e asciutto. Una storia vissuta soltanto attraverso sguardi, colori impressi sulla tela e chiaroscuri, senza mai arrivare a toccarsi. Né una parola d’amore o un gesto esplicito. Eppure per tutto il tempo si ha la sensazione che quest’uomo e questa donna facciano l’amore dall’inizio alla fine del romanzo. Una delle scene più belle del film la trovate qui.
Di questo libro, che ho praticamente divorato in pochi giorni (2 per l’esattezza), mi sono rimaste impresse alcune scene; eccole:
“Avevo esitato perché non volevo mentire, ma non volevo nemmeno che sapesse tutto fino in fondo. I capelli li avevo lunghi e ribelli. Quando erano scoperti sembravano i capelli di una Griet diversa: una Griet abituata a sostasse in un vicolo, sola con un uomo, una Griet non poi così tranquilla, silenziosa e pura. Una Griet non diversa dalle donne che usavano stare con la testa scoperta. Per questo tenevo i capelli ben nascosti, perché non emergesse alcuna traccia di quella Griet.
“Non gli avevo mai sentito esprimere la sua disapprovazione con tanta forza. Mi sembrò di non poterla tollerare. Mi tolsi la cuffia e, sentendo che si stava sciogliendo il nastro che mi teneva legati i capelli, lo sfilai. Avevo portato le mani alla nuca per raccogliere i capelli, quando udii scricchiolare una delle mattonelle malferme del pavimento. Mi sentii gelare il sangue nelle vene. Non era mai entrato nel ripostiglio mentre mi cambiavo. Non mi aveva mai chiesto una cosa del genere. Mi girai di scatto, le mani ancora nei capelli. Se ne stava sulla soglia, gli occhi inchiodati su di me. Riabbassai le mani. I capelli, del colore dei prati in autunno, mi fluirono in onde sulle spalle. Nessuno li aveva mai visti. “I tuoi capelli” disse. Non era più adirato. Infine mi tolse gli occhi di dosso.”
E voi, che ne pensate?
Buona lettura a tutti
Hai perfettamente ragione. E non ti nascondo che su quello sguardo un po’ ci ho sognato… 🙂
E’ fantastico,appena l’ho finito non riuscivo a staccarmi da Griet,come se questo libro mi avesse incollata alla sua immagine.E non riuscivo a non pensare allo sguardo grigio di quell’uomo che ho sempre immaginato. **