Dedico questo piccolo post a uno dei più bei discorsi che io abbia mai sentito sulla Costituzione italiana. Spesso ho studiato e letto quelli di J.F. Kennedy, di M.L. King ma ho voglia di riproporvi questo di Piero Calamandrei, fatto il 26 gennaio del 1955 ad un gruppo di giovani studenti italiani. In questi ultimi tempi la nostra Legge fondamentale, una delle più invidiate al mondo, è oggetto di attacchi e discorsi ignobili. Non che le cose nel tempo restino immutate, anzi… ma il modo di comunicare questi cambiamenti è diventato troppo violento. Quasi imperativo. Eppure c’è chi vede la Costituzione Italiana soltanto come un ammasso di carta. E non sa quanti sacrifici e morti hanno preceduto la sua nascita. I leghisti, italiani un po’ sui generis, auspicano la divisione del nostro paese. Non parteciperanno agli eventi celebrativi dell’unità d’Italia. E preferiscono contrarre una malattia pur di non ascoltare l’inno di Mameli. È triste assistere a comunicazioni come questa o come quest’altra. Così oggi propongo di ascoltare questo stralcio del discorso di Piero Calamandrei, perché ho voglia di pulirmi l’animo con parole positive. Con frasi che scaldano il cuore. Con uomini come lui, che sembrano essere spariti nel nulla.
Buona visione a tutti.
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