Leggere le parole di Marguerite Duras in L’Amante è ripercorrere – o scoprire – cosa sia l’amore quando si ha appena 16 anni e ci si innamora di una persona diversa. Nel senso di lontana dalle proprie abitudini, stile di vita, dagli amici e dagli ambienti che si frequenta normalmente; e perché no, lontano mille anni luce dai lineamenti del proprio viso, dal colore della propria pelle e da quel senso di superiorità che alcuni di noi, in virtù di non so cosa, si sente di possedere per diritto divino.

In questo libro mi sono immersa dopo un periodo di lunga attesa.

Non so perché abbia aspettato tanto per leggerlo. Forse per pigrizia o perché avevo paura di scoprirmi uguale a lei nella scelta di rinunciare a qualcosa di così prezioso. O semplicemente perché vivere una passione, così liberamente, è stabilizzante per menti più pudiche… Non conosco la ragione, e francamente non m’interessa saperla, del resto i libri ci arrivano quando è il momento giusto per leggerli. Ora era il momento per me.

Nelle prime pagine si entra in un colloquio diretto, intimo, quasi da storie lette in un diario segreto, più avanti l’autrice si allontana da questo stile confidenziale e riprende il racconto come se non fosse la sua vita quella raccontata, ma di un’altra ragazza. Per poi tornare di nuovo a scrivere in prima persona.

Questo uscire ed entrare da se stessi è una tecnica narrativa che apprezzo molto. Mi piace. È coinvolgente, destabilizzante, l’autrice gestisce il racconto dall’inizio alla fine portandoti dove vuole, e fin dove vuole. Nella camera da letto. Nell’intimità di una famiglia odiosa. Nei suoi ricordi. Nel suo cuore.

Sebbene sia passata molta acqua sotto i ponti la Duras ricorda ancora quell’uomo di Cholen e la sua passione di gioventù. C’è rammarico nelle sue parole? Io non l’ho trovato. Ho percepito solo la sua voglia di rendere giustizia a quella passione vissuta nell’Indocina francese fra un ricco cinese e una ragazza bianca povera, nell’unico modo che uno scrittore conosce, il racconto. E per dalle degna sepoltura. Anche se chi ama, ama per sempre.

Esercizio di scrittura creativa
Raccontare la prima o la più intensa storia d’amore è il nostro esercizio di oggi. Che ne dite, ci proviamo?

Buona scrittura a tutti,
Eden