Le pagine del mattino sono uno splendido esercizio di scrittura creativa ideato da J. Cameron nel suo più famoso libro La via dell’artista. Era da un po’ che le avevo dimenticate. La mattina mi metto subito alla scrivania a lavorare …
Read more →Le pagine del mattino sono uno splendido esercizio di scrittura creativa ideato da J. Cameron nel suo più famoso libro La via dell’artista. Era da un po’ che le avevo dimenticate. La mattina mi metto subito alla scrivania a lavorare …
Read more →Indosserò il mio sorriso oggi
Il migliore che abbia mai avuto
Lo porterò su questo viso
E camminerò, sola?
Nei vicoli di una città in festa
È come un fiume che scorre e non si ferma mai, il tempo intendo. Non ha obiettivi, fugge e acciuffarlo è un giocare a perdere. Può seguire altre vie, certo, e fare giri più lunghi, perché no. A volte con le tempeste potrebbe anche cambiare la portata per poi continuare a fluire, inesorabile, calmo e placido. E’ senza rimpianti né rimorsi, il tempo. Esattamente come l’acqua di quel fiume che non tornerà più indietro una volta diventata acqua e non si prosciugherà mai del tutto anche se fuori il sole arde le pietre e ti sembra di scomparire, di diventare polvere, cenere. L’acqua porta con sé il tempo, il tempo la vita. Seppure fosse diventato un filo sottile illuminato dalla sola luce della luna, quel fiume-tempo, non farebbe altro che continuare a scorrere.
Read more →Grazie
per il mio respiro
affannato
per il mio correre
a cercar parole
Grazie
per l’acqua
con cui sazi la mia sete
e della pazienza
quando sbaglio strada
e mi volgo al tramonto
A volte lo sai
Vago in cerca di te
E barcollo
Tra fiumi in piena
E dighe impietose
Che sembrano
Voler cancellare il mio destino
C’è qualcosa che mi spinge
A continuare
E sei tu, padre mio
Tu solo sai suggerirmi
La parola che metterà il punto
Il verso guaritore
Che illuminerà
L’anima rabbuiata
E quando mi sei accanto, padre
Quando le nuvole mi accarezzano il volto
È la mia mano che comincia a esultare
Finalmente scriverà di nuovo
La tua profonda bellezza
È che quando riprendo a scrivere mi chiedo sempre dove sono state le mie parole in tutto questo tempo. Le avrò dimenticate da qualche parte, come è il mio solito fare, oppure le ho lasciate lì, sole, piccole e indifese, senza cullarle con una nenia materna, perché, a volte, lo ammetto, sono così esigente da punirle. Come osano impossessarsi di me, del mio cuore, cucirmi addosso emozioni e ricordi di cui ne farei a meno. In questa estate lunga e calda il mio pensiero draga sabbie asciutte in cerca di perle preziose e, sotto questo sole, mi scotto. La mia fronte aggrotta rughe e sorrisi di smorfia. Ma loro, le parole, mi aspettano e dicono: «Siamo qui, al tuo fianco, sempre accanto a te; nel dolore, nella gioia, nella fuga che tanto di appartiene; siamo semplicemente noi stesse, cos’altro vuoi?».
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